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PILLOLE DI EDUCAZIONE EMOTIVA


PILLOLE DI EDUCAZIONE EMOTIVA

ESEMPIO DI APPROCCIO ERRATO

- Mamma, mamma! Silvia mi ha rubato la bicicletta.

- Uffa… cosa c’è ancora?

- Silvia… la bicicletta… è mia!

- Certo che è tua. Adesso te la darà.

- No, mamma! Non capisci: me l’ha proprio rubata!

- Paoletto, non farmi ridere… 

- Io la voglio!

- Beh… aspetta un po’… 

- No, non aspetto. Adesso vado in giardino e le dò un calcio, così impara.

- Non ci provare nemmeno.

- E invece sì.

- Guarda che le prendi… 

- Ma Silvia è cattiva: la bici è mia!

- Senti… non rompere! Adesso zitto e non andare in giardino, altrimenti oggi niente cartoni, va bene?

- Non m’importa niente dei cartoni! Rivoglio la mia bici. Hai capito?

Paoletto, sempre più infuriato, urla e tira calci ai mobili del soggiorno, mentre la mamma, anche lei sempre più irritata, giù a elencare punizioni e

restrizioni a non finire.

- Adesso basta! Niente più bicicletta: te la sei proprio voluta!

- Non m’importa!

- Basta!

- Basta tu!

- Non ti azzardare ad alzare la voce con me!

- Io faccio quello che mi pare!

- Tu non fai niente!

- E invece sì.

- Va’ di là in camera tua e non farti più vedere! La mamma non ti vuole più bene.

Paoletto urla ancora più forte. Con gli occhi rossi, a stento trattiene le lacrime.

- Non ci vado di là!

- Senti… se stai zitto e ti calmi, dopo andiamo a comprare un bel gioco.

ESEMPIO DI APPROCCIO CORRETTO

- Mamma, mamma! Silvia mi ha rubato la bicicletta.

- Accidenti! Spiegami bene cosa è successo.

- Avevo lasciato la bicicletta parcheggiata vicino alla porta e Silvia me l’ha presa. Ora ci sta andando lei e dice che non me la darà mai più.

- So quanto si sta male a essere così arrabbiati.

- Sì, tanto.

- Possiamo provare a risolvere il problema?

- E come? Ti prego: fammi ridare la bici!

- Sai che anche io, quando mi fanno un torto, mi arrabbio così, proprio

come te in questo momento?

- E tu cosa fai?

- Beh… dipende. Se mi prendono una cosa, io aspetto. Forse Silvia tra qualche minuto si stancherà di girare con la tua bici e la parcheggerà di nuovo vicino alla porta.

- Ma Silvia ha detto che non me la darà mai più. Dai due anni all’età scolare. 

- Silvia scherza sempre; a volte ti fa arrabbiare, ma io lo so che la bicicletta è tua. Adesso aspettiamo qui insieme. Se fra un po’ non te la dovesse restituire, andremo in giardino da lei a chiarire la situazione.

- Dici davvero?

- Certo!

- Non la sopporto Silvia.

- Capita di non sopportare qualcuno. Ti va nel frattempo di aiutarmi ad apparecchiare la tavola?

(Tratto da 'Mio figlio mi legge nel pensiero. Realizzare la sintonia emotiva tra genitori e figli', Mondadori, Mariani e Schiralli)



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