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NEURONI SPECCHIO, EDUCAZIONE E NEOUMANESIMO

Le straordinarie funzioni dei neuroni specchio, scoperti qualche anno fa da un’équipe di ricercatori italiani, ne fanno senza dubbio la “star scientifica” dell’anno in corso. Se ne comincia a parlare anche in ambienti non strettamente elitari, in quanto tali neuroni sembrano proprio essere la componente biologica dell’empatia.

Essi infatti si attivano (scaricano cioè l’impulso) non solo quando un soggetto esegue un’azione, ma anche quando il soggetto assiste all’azione di un altro: come se fosse esattamente al posto dell’altro. I neuroni specchio si attivano inoltre anche quando vediamo un’altra persona accingersi a compiere un’azione o a provare un’emozione: una sorta di capacità di percepire, anticipandola, l’intenzione dell’Altro. Quasi una magia; quasi fossimo in grado di leggere nei pensieri dei nostri consimili.

Questa sorta di “simulatore interno” che ci dà la possibilità di sentire quello che l’Altro sente, è attivo anche nei bambini molto piccoli e si svilupperà in relazione al tipo di accudimento offerto dai genitori e dagli adulti di riferimento (l’educazione).

Fin dalla nascita siamo programmati per connetterci con l’altro, per condividere con il nostro prossimo emozioni, sensazioni, stati d’animo.

L’essere umano è dunque fondamentalmente buono e proiettato verso l’Altro. Affinché  tale tendenza si radicalizzi nella personalità e nel modo di essere di ognuno di noi, si dovranno recuperare i necessari valori  educativi per insegnare ai figli quanto sia entusiasmante sentire l’Altro per condividere con l’Altro tutti i colori delle emozioni.

Anche la neurobiologia ci sta spingendo verso il recupero di un nuovo umanesimo!

Occorrerà rimboccarsi le maniche per cominciare a investire sui bambini e sui giovani.


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