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MA IL CARATTERE DEI FIGLI E' GENETICO?



Assolutamente no. Eppure questa convinzione è la più diffusa e la più difficile da confutare alla gran parte dei genitori, convinti del carattere innato dei loro figli.

La genetica predispone alcune tendenze, evidenzia competenze da sviluppare, determina, ed anche questo non è proprio sicuro, alcuni limiti; ma se l’ambiente e l’educazione, intesi come interconnessioni affettive evolutive tra bambini e figure adulte, non offrono le condizioni ottimali per favorire il dispiegamento di queste potenzialità, la genetica perde il suo potere di determinare.

Il carattere dunque, inteso come insieme di qualità e proprietà psicologiche, comportamentali, affettive ed emotive specifiche e distinte da quelle di un altro soggetto, si sviluppa partendo sì da proprietà innate, ma prevalentemente attraverso una moltitudine di relazioni, reazioni, accomodamenti e compensazioni tra tutte le persone e le situazioni con cui il bambino entra in contatto sin dal primo istante della sua vita.

Purtroppo molte persone, genitori e insegnanti, si appellano sovente alla falsa credenza di un carattere innato per spiegare e giustificare comportamenti, atteggiamenti e condotte inadeguati o esagerati di bambini, figli ed alunni, mentre sarebbe più utile chiedersi cosa non funziona nel rapporto educativo.

 
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