ENGLISH

LA COMPLICITA' CON I FIGLI: QUANTA NE OCCORRE?

 Quanto basta: né poca né tale da condividere proprio tutto.

Complicità con un figlio significa soprattutto stare dalla sua parte, condividendo con lui gioie, traguardi, trepidazioni ed anche delusioni al fine di aiutarlo ad orientare emozioni, pensieri ed azioni.

Questo “sentire insieme” non deve tuttavia mai essere totalizzante e superare quei limiti che non consentirebbero al figlio di percepire le proprie emozioni tanto sono sovrastate da quelle simili, ma mai identiche, del solerte genitore.

Non sovrapponetevi mai dunque e non cercate di utilizzare i normali accadimenti della vita di un figlio per sentire, soffrire, gioire e palpitare come se il tutto riguardasse soltanto voi. Costretti al ruolo di spettatori della propria vita emozionale, questi figli avranno probabilmente difficoltà a integrare gli eventi con le emozioni correlate.

Non si dovrebbe mai suggerire quello che il figlio deve provare, ma occorre aiutarlo a gestire le sensazioni, a modulare le azioni, a trovare le parole per esprimere quanto sente attraverso la più profonda e autentica partecipazione emotiva: questa è una buona e costruttiva complicità!

Se questo articolo ti è piaciuto, clicca 'mi piace' sulla nostra pagina fb. Grazie! 

https://www.facebook.com/educazione.emotiva



Infosoft Viterbo