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GENITORI TROPPO ARRESI

Al di là dell’amore che indiscutibilmente si nutre, non è frequente percepire nei genitori piena soddisfazione per il comportamento dei figli. Spesso i bambini vengono vissuti come piccoli imperatori incontrastabili; i figli preadolescenti come buchi neri da riempire di ogni ben di dio, pena conflitti, urla e ricatti a non finire; gli adolescenti poi… meglio non parlarne: chi sono quegli Ufo che si aggirano per casa, tra il bagno e la camera?

Sensi di colpa, sfinimento, rabbia, delusione, sconforto; a volte ci si sente pervasi da un diffuso senso di fallimento.

Il disorientamento, lungi dal produrre una richiesta di aiuto (a chi?) oun impegno diverso (in che modo?) tende il più delle volte ad essere attenuato attraverso una veloce operazione di autoassoluzione tanto più plenaria quanto più supportata dalla convinzione che oggi i figli sono tutti così e non c’è proprio nulla da fare.

La difficoltà dei genitori nell’educare i figli è oggi talmente diffusa e profonda che si finisce troppo spesso per arrendersi, per subire, per chiudere occhi e orecchie, aspettando che qualcosa magicamente cambi: magari con la crescita, magari con il tempo, magari quando andrà a scuola, magari quando si fidanzerà, quando lavorerà, quando si sposerà, quando avrà fatto inevitabilmente le sue esperienze e ci avrà battuto la testa.

E se la magia non avvenisse? Se il tempo, la crescita, la scuola, l’esperienza non fossero in grado di attuare le trasformazioni auspicate e tanto sperate?



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