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E SE MIO FIGLIO VA SU CERTI SITI...

Può succedere ed è facile che succeda.

Il problema non è tanto una semplice questione morale o di decenza, ma la possibilità che vostro figlio possa assistere ad una sessualità acrobatica , lontana dai canoni reali e normalmente caratterizzata da violenza e sopraffazione.

Non è una buona scuola di vita.

Certo, è complicato intervenire: perché lui (ma anche lei) si sente preso con le mani nel sacco, perché si vergogna, perché lo avete pizzicato, perché vi sentite in imbarazzo, perché non sapete cosa dire se non un banale ed indignato “certe schifezze non si guardano!”.

E allora cosa fare?

Intanto avreste già dovuto provvedere ad installare uno di quei filtri che impediscono la visione di certi siti, ma se non l’avete fatto e vostro figlio naviga in totale libertà tra un video spinto e foto fin troppo esplicite, occorre semplicemente parlargli.

Ditegli pure che quel tipo di sessualità non serve, che nella realtà è diverso (fortunatamente).

Ditegli che, se la relazione tra uomo e donna non è accompagnata e soprattutto preceduta da profonda conoscenza, da tenerezze e da rispetto, non raggiunge alcun tipo di piacere.

Ditegli anche che purtroppo esiste, oltre ad una sessualità buona e piacevole, una sessualità cattiva, basata sul dominio e l’umiliazione e quella rappresentata sui siti è quasi sempre di questo tipo.

Approfittate del momento particolare per assicurarvi se in tema di informazione sessuale non ci siano lacune e comunque non disdegnate di un “ripasso generale”, soprattutto per quel che riguarda la protezione.

Forse non basterà per convincere vostro figlio ad evitare certi siti, ma sicuramente avrete lasciato un segno: non grilli parlanti moraleggianti o giudicanti, ma genitori in grado di offrire punti di vista differenti; non sessuofobi, ma che incitano invece a conquiste e a piaceri più intensi, ben oltre quelle sciatte prestazioni scolorite, noiose ed anche un po’ grottesche.

Magari vostro figlio tornerà su quei siti (con l’iPhone è poi tutto molto semplice), ma con il vostro contributo li vedrà probabilmente in modo diverso e con più senso critico.

Anche questa è educazione emotiva.

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