ENGLISH

DALLA BAMBAGIA AI BAMBOCCIONI

Quando si parla di autonomia dei figli e di come far raggiungere loro un sufficiente grado di indipendenza e autostima, sembra chissà quali forche caudine i genitori debbano attraversare.

Insegnare l’autonomia appare oggi un grande problema e si è convinti il più delle volte di chissà quali competenze educative e pedagogiche occorra possedere per rendere i figli forti, autonomi e sicuri.

In verità si dimentica spesso che le condotte autonome possono essere insegnate a partire da cose molto pratiche e semplici.

Troppo spesso, purtroppo, per molta psicologia, almeno per una certa psicologia di consumo, le cose si complicano e si tende a pensare che educare all’autonomia un figlio sia opera complessa, fine e certosina. Eppure basterebbero alcune accortezze, un po’ di volontà e soprattutto la convinzione che già all’età di 14-15 anni i figli sono di certo ancora fragili  e bisognosi di guida, ma dotati di capacità notevoli di condotte complesse. A questa età ogni ragazzo deve essere in grado di cambiare una lampadina, pagare le bollette, riassettare la propria stanza, tenere a posto il proprio armadio, lasciare il bagno in ordine, cuocere la pasta, fare la spesa e tanto altro ancora.

Non favorire l’apprendimento di queste attività, lasciandoli in una bambagia protettiva e totalizzante, può inibire in loro le competenze di base dell’autonomia e lo stesso  desiderio di crescere e diventare indipendenti.

Purtroppo molti genitori, spesso, per fare presto ed alleviare ogni incombenza ai figli, si sostituiscono completamente a loro, risparmiando loro ogni passo, ogni tentativo di misurarsi con la realtà, ogni esplorazione (“Lascia perdere! Questo lo faccio io, altrimenti stiamo qui fino a stasera”; “Non ti preoccupare! Tu esci con gli amici, alla cameretta penso io dopo”; “Tu fai i compiti: l’importante è quello.  La cameretta e il bagno li sistemo io”).

Tra un esonero  e l’altro, loro, i ragazzi,  percepiscono, sia pure inconsapevolmente, l’ estraneità al mondo e alle cose che li circondano e l’incapacità di agire sulla realtà, diventando spesso dei piccoli geni armati di tastiere e mouse, senza la pur minima capacità di capire cosa succede intorno a loro, dentro di loro e tra di loro.

Per non creare dei perfetti bamboccioni è dunque necessario non utilizzare troppa bambagia. Si dovrà stare accanto ai figli , da quando sono piccoli, al fine di insegnare loro con pazienza a fare le cose e  soprattutto a sviluppare sia il gusto di farle che il senso di responsabilità e il sacrificio, ingredienti indispensabili per affrontare la via adulta senza correre il rischio di diventare invisibili.

I genitori debbono essere altresì in grado di tollerare le iniziali sbavature delle attività pratiche richieste ai figli, sopportando le normali proteste da parte dei figli nel momento in cui viene loro richiesta  collaborazione.


Se ti piace questo articolo, clicca 'mi piace' sulla nostra pagina fb. Grazie!

https://www.facebook.com/educazione.emotiva



Infosoft Viterbo