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C'ERA UNA VOLTA...LA FAVOLA

Ormai una grande quantità di bambini non sentono più le favole e probabilmente molti di loro non sanno neanche cosa siano.

Congegni tecnologici sempre più sofisticati occupano in pianta stabile il tempo dei bambini: storie e favole sono per lo più digitali e televisive, scevre di quella vicinanza affettiva e calda dell’adulto narrante che evoca personaggi, paesaggi, tempi e luoghi fantastici, eppure pieni di senso e significati.

Le nuove generazioni vengono subito indotte ad ascolti passivi e l’utilizzo della fantasia è quasi sepolto.

Prevale il sapere utilitaristico, il sapere fare a tutto discapito del sapere essere e sapersi relazionare con il proprio mondo interno e con gli altri.

Troviamo così sempre più spesso piccoli geni tecnologici alle prese con mouse e videoterminali, incapaci di trattenersi a tavola nel breve lasso di tempo di un pasto; bambini velocissimi a intuire tutte le funzioni di un cellulare, ma terribilmente impacciati a tenere in ordine un quaderno di scuola.

Abituati a identificarsi con i frammenti “di moda” offerti dalla realtà, del consumo, loro (i bambini, i preadolescenti, gli adolescenti) viaggiano apparentemente sicuri in quei frammenti (telefonini, videogiochi e tanti altri beni di consumo) pensando che siano gli unici vettori dell’esistenza, l’unico modo possibile.

Tali frammenti inducono nei giovani e ancor più nei giovanissimi la permanenza nell’agito, ne fare, nel gesto reiterato per mantenere alto il godimento procurato dalla pulsione.

Senza favole, senza la possibilità di scoprire il senso nascosto della metafora. Senza fantasia e soprattutto senza potere condividere l’intimità che scaturisce dalla vicinanza con l’Altro, nessun desiderio può strutturarsi, nessuna autonomia può mettere radici.

L’autonomia, lo si ricorda, è la capacità di vivere la mancanza senza aver paura che si trasformi in moto, con la convinzione invece che sarà riempita mettendo in atto condotte adeguate.

Occorre dunque iniziare a staccare i bambini dai prodotti tecnologici e cominciare a raccontare loro favole e storie: favorire il desiderio nei figli equivale a vaccinarli da tanti pericoli e dal nichilismo, anticamera del malessere e delle dipendenze patologiche.

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