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CAPRICCI A TAVOLA

   Intorno all’alimentazione dei bambini si susseguono e si intrecciano una serie di punizioni, minacce , preghiere e le più disparate strategie di distrazione messe in atto dai genitori nella vana speranza e nell’ingenuo tentativo di far mangiare il figlio.

Normalmente l’obiettivo sperato non si realizza: l’effetto di tante attenzioni e preoccupazioni intorno al piccolo non fa altro che rinforzare i suoi capricci e la sua ostinazione a rifiutare il cibo nonché la sua sfida nei confronti di mamma e papà. Quale bambino rinuncerebbe a così tante attenzioni e al godimento di tenere in pugno i genitori?

Ecco dunque  bambini con la bocca serrata, capricciosi e altezzosi in procinto di iniziare la loro carriera di imperatori, allenandosi proprio con i genitori  a tavola.

Per uscire da questa trappola è necessario modificare qualcosa. Il cibo non deve diventare protagonista tiranno della scena familiare, ma essere semplicemente elemento piacevole che accompagna esperienze emotivamente gratificanti.

Il pranzo e la cena dovranno essere momenti di condivisione (niente TV e niente giochi in tavola), di scambio, di parole (al totale silenzio, è preferibile la TV accesa), di affetto e di reciproche attenzioni.

All’interno di questo nuovo clima il cibo assumerà sicuramente un significato ben diverso, libero da vissuti negativi, persecutori e manipolativi.


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